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Duecentosei alimenti messi sui numeri che sull'etichetta non ci sono: quante proteine per caloria, quanti carboidrati per ogni grammo di fibra, quanto potassio, quanti polifenoli. Gli assi si cambiano, e la nuvola si riordina.
La colonna che nessun'altra tabella può avere è l'ultima: quali di questi finiscono davvero nel piatto, contati sul diario alimentare.
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| Alimento | Famiglia | Valore | Volte nel piatto |
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Da dove vengono i numeri
I valori nutrizionali sono il catalogo di Vita (tools/food/data/foods.csv),
per 100 g di parte edibile. Dove la voce è un ingrediente secco — legumi, cereali, pasta —
il peso è a crudo, e sta scritto nella nota dell'alimento.
Le volte nel piatto vengono dal diario alimentare
(tools/food/data/food_log.csv): è il conto delle righe, non delle giornate,
e parte da quando il diario registra i singoli alimenti e non solo i totali.
L'ORAC, e perché va guardato con le pinze
L'ORAC è una misura in vitro: si mette un estratto dell'alimento in una provetta con un radicale e si guarda quanto ci mette a spegnersi. L'USDA ha pubblicato la tabella nel 2007, l'ha aggiornata nel 2010 e l'ha ritirata nel 2012, dicendo che i valori in vitro non predicono l'effetto nel corpo e che il marketing li usava per vendere succhi. Un ORAC alto non è una promessa di salute: è una spia di quanto un alimento è denso di polifenoli.
Chi manca, e perché
Gli alimenti senza un valore per un asse non compaiono su quell'asse, invece di comparire a zero: una cella vuota vuol dire «non lo sappiamo», e uno zero vuol dire «non ne ha». Sugli assi «per 100 kcal» restano fuori anche gli alimenti che di calorie non ne hanno — non si divide per zero.
Questa pagina è nata dall'ordine #87 del 4 settembre 2026. La Tavola di Vita →